Terapia con Adolescenti

Dott.ssa Simona Battarra - Psicologa Clinica

“Date al dolore la parola, il dolore che non parla, sussurra al cuore oppresso e gli dice di spezzarsi”

 William Shakespeare

I cambiamenti che interessano lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale, fisico e sessuale di un ragazzo durante l’adolescenza connotano questa fase della vita come quella “dell’instabilità”.

Le ‘tempeste ormonali’ che lo accompagnano, possono rendere i cambiamenti e le trasformazioni difficili da ‘mentalizzare’, rendendo più arduo trovare una risposta alla vitale e necessaria domanda “Chi sono io?”.

E’ un tempo in cui le insicurezze aumentano e l’adolescente si trova nella continua ricerca di una nuova identità personale, che lo induce a “mollare” le abituali certezze familiari (gli ormeggi sicuri) per tentare di trovare nuovi riferimenti (le rotte incerte) in cui definirsi e presentarsi al mondo come individuo unico e competente.

In questo “viaggio” può essere sentito forte il conflitto tra la spinta alla separazione per la ricerca di una sua individuazione e l’attrazione a “tornare indietro” per cercare rassicurazioni (non mollare gli ormeggi).

Altre volte …. crisi (sintomatologia)

La costruzione della propria identità non può che avvenire al di fuori delle mura domistiche, lontano dai legami protettivi offerti dai genitori dai quali l’adolescente deve imparare a ‘sganciarsi’.

Questo percorso di differenziazione richiede tempo, energia e fatica per l’adolescente e ciò lo può indurre a mettere in atto comportamenti impulsivi, violenti o autodistruttivi, che non sempre risultano di facile comprensione, al fine di affermare la propria nascente ed incerta identità.

Grande importanza riveste il bisogno di potersi affermare nella sua individualità e specificità, che comporta però una lunga ricerca personale e l’avvio di esperienze autonome.

In questa prospettiva il gruppo di amici riveste un ruolo centrale, in quanto l’incontro con i pari può generare un forte senso di appartenenza, ma suscitare anche sentimenti di confusione e di smarrimento, non sempre compresi e affrontati.

E’ lo stare nel gruppo che permette ad un giovane di esplorare nuovi luoghi e nuove relazioni, di avventurarsi in nuove esperienze e di mettersi alla prova con nuove sfide. Tutto ciò però può significare anche andare incontro ad esperienze difficili da gestire ( bullismo, rischi nei social network).

Per tali motivi è importante che il giovane possa crearsi uno spazio mentale autonomo dove poter riflettere su sé, sui suoi rapporti, sulle sue azioni e reazioni, sulle sue aspirazioni, per crearsi un personale senso critico e per accrescere la possibilità di prevedere e di empatizzare con i sentimenti che lo attraversano. Questo è il principale obiettivo della terapia con loro.